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Siria: esodo nel nord Iraq, 30mila rifugiati da giovedì

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 agosto 2013 - 19:26
(Keystone-ATS)

Piegati sotto il peso dei loro effetti personali, migliaia di profughi siriani, in maggioranza curdi, sono fuggiti nel Kurdistan iracheno negli ultimi giorni: quasi 30mila siriani hanno attraversato la frontiera da giovedì scorso lasciandosi alle spalle la guerra e sono giunti nel Nord dell'Iraq, ha affermato a Ginevra un portavoce dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr).

L'agenzia dell'Onu sta assistendo in questi giorni ad "un esodo dalla Siria all'Iraq come mai si era registrato precedentemente". "Riteniamo che la maggioranza siano curdi siriani, ma non è ancora stato possibile verificarlo, mentre continuiamo a monitorare attentamente la situazione", ha detto il portavoce Dan McNorton.

Molte delle persone in fuga riportano di combattimenti tra diversi gruppi armati e di tensioni crescenti nella Siria settentrionale, comprese le città di Efrin, Aleppo, Hassake e Qamishly. Le autorità stimano che più di 15mila siriani siano fuggiti in Iraq tra giovedì e sabato attraverso il ponte di Peshkhabour.

Generalmente a Peshkhabour sia il lato siriano che quello iracheno del confine sono rigorosamente controllati. L'Unhcr e i suoi partner si sono mobilitati per aiutare i nuovi rifugiati.

Fino a giovedì scorso, i rifugiati siriani in Iraq erano 154mila. Dallo scoppio del conflitto in Siria più di due anni fa, sono quasi due milioni i siriani fuggiti nei Paesi limitrofi.

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