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Siria: fonti Onu, due-tre settimane per rapporto ispettori

Tempi lunghi per il rapporto degli ispettori Onu sulla Siria: secondo fonti diplomatiche del Palazzo di Vetro i riscontri della squadra di esperti sull'attacco del 21 agosto ad al Ghouta non arriveranno prima di due o tre settimane.

Il team guidato dal professore svedese Ake Sellstrom ha lasciato Damasco sabato scorso con l'ordine del segretario generale Ban Ki-moon di accelerare il lavoro: secondo fonti Onu tuttavia, il nuovo calendario aiuterà a ridurre di una settimana soltanto i tempi per la presentazione dell'importante dossier.

Tutti i campioni prelevati dagli ispettori sono arrivati mercoledì nei cosiddetti "laboratori designati" dalla Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (Opcw) che ha ridefinito di recente anche i protocolli per i test.

In base alla nuova regolamentazione se un campione risulta positivo, deve essere esaminato da un secondo laboratorio che usa attrezzature diverse. In caso di nuova positività, i laboratori devono sintetizzare la sostanza e testarla per un risultato finale. A rendere la procedura ancor più laboriosa ogni campione deve essere mandato a due laboratori per test indipendenti. Se il verdetto non è conclusivo, viene interpellato un terzo centro di analisi. L'Opcw ha laboratori autorizzati nel Regno Unito, Cina, Stati Uniti e Francia. Secondo quanto dichiarato la scorsa settimana dall'Onu i campioni sarebbero rimasti in Europa.

Stati Uniti e Gran Bretagna sostengono di avere raggiunto indipendentemente la prova che armi chimiche sono state usate il 21 agosto nel sobborgo di Damasco. Oggi in conferenza stampa il premier britannico David Cameron ha detto che non bisognerebbe mettere troppa enfasi sul rapporto degli ispettori perché "la squadra Onu non è andata lì per scoprire a chi dare la colpa".

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