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Un'immagine scioccante messa in rete su Twitter mostra un bambino, che sarebbe nato e cresciuto a Sydney, che brandisce la testa mozzata di un soldato siriano. L'immagine, scattata nella città di Raqqa nella valle dell'Eufrate, bastione degli insorti islamisti, è postata nella pagina Twitter di Khaled Sharrouf - che sarebbe suo padre - un uomo di Sydney fuggito in Siria lo scorso anno e divenuto combattente dello Stato Islamico.

La foto, pubblicata oggi in prima pagina dal quotidiano "The Australian" con i volti oscurati, è accompagnata dalle parole "Questo è il mio ragazzo!". Il piccolo sostiene a fatica la testa con entrambe le mani. In un'altra foto è Sharrouf a tenere la testa mozzata, e in un'altra ancora è in posa con i suoi tre figli che imbracciano fucili, e dietro di loro la bandiera dello Stato Islamico.

Sharrouf ha scontato quasi quattro anni di carcere per aver partecipato alla preparazione di un attentato terroristico nel 2005 a Sydney, ed è fuggito dall'Australia usando il passaporto del fratello. È ora ricercato dalla polizia federale australiana per crimini di guerra in Siria, compresa l'esecuzione di un ufficiale iracheno catturato nel deserto fuori dalla città di Mosul.

Il primo ministro australiano Tony Abbott, in missione nei Paesi Bassi, ha detto che le immagini sono un altro esempio delle "orribili atrocità" di cui il gruppo è capace, mentre il segretario Usa alla Difesa, Chuck Hagel, appena giunto in Australia con il segretario di stato John Kerry per i colloqui bilaterali Ausmin, ha denunciato il gruppo come "una minaccia contro il mondo civilizzato".

Il presidente dell'Associazione Musulmana Libanese Samier Dandan si è detto profondamente sconvolto dall'immagine, che ha bollato come "il gesto di un folle" e ne ha preso fermamente le distanze in nome di tutta la comunità musulmana in Australia. Il governo australiano stima che fino a 150 australiani combattono la Jihad all'estero, essenzialmente in Siria e in Iraq.

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SDA-ATS