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Siria: Francia chiude ambasciata a Damasco

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 marzo 2012 - 13:12
(Keystone-ATS)

La Francia ha deciso di chiudere la sua ambasciata in Siria. Lo ha annunciato il presidente Nicolas Sarkozy, che ha aggiunto che non è possibile alcun tipo di intervento in Siria senza una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu.

"Quello che succede in Siria è uno scandalo", "è inaccettabile che Homs rischi di essere cancellata dalle carte geografiche" e quindi "continueremo a prendere iniziative in Consiglio di Sicurezza dell'Onu" ma "non ci saranno azioni" finchè le Nazioni Unite non avranno "stabilito le condizioni giuridiche", ha detto il presidente francese Nicolas Sarkozy al termine del vertice europeo. "Chi commette crimini" in Siria "ne dovrà rispondere davanti al Tribunale penale internazionale", ha aggiunto Sarkozy.

Il portavoce del ministero egli esteri francese, Bernard Valero ha da parte sua annunciato che I due giornalisti francesi Edith Bouvier e William Daniels, evacuati ieri da Homs in Siria, dovrebbero arrivare a Parigi "in prima serata", una volta ottenuto il via libera dei medici libanesi che li hanno in cura.

Sulla situazione siriana si è espresso anche il primo ministro britannico David Cameron. Il regime ha "le mani sporche di sangue", ha affermato, ma arriverà "un giorno del giudizio" in cui i responsabili della violenza saranno giudicati e puniti. "Dobbiamo cominciare a raccogliere le prove in modo che si arrivi a un giorno del giudizio per questo terribile regime".

Intanto, Sul terreno gli attivisti anti regime parlano di diciannove persone uccise stamani dalle forze fedeli al presidente siriano Bashar al Assad in varie località del Paese. Lo ha riferisce la Commissione generale della rivoluzione, citata dalla tv al Jazira. Le fonti hanno precisato che sono in corso scontri nella regione orientale di Dayr az Zor tra forze governative e ribelli. Gli oppositori e gli attivisti hanno indetto per oggi, tradizionale venerdì di protesta, cortei e sit-in allo slogan "inviamo armi all'Esercito libero".

Il convoglio di aiuti della Croce Rossa internazionale (Cicr) è nel frattempo arrivato a Homs e si sta dirigendo verso il quartiere di Bab Amro. Lo riferisce lo stesso Cicr. I sette camion carichi di cibo e aiuti entreranno a Bab Amro con i volontari e le ambulanze della Mezzaluna Rossa.

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