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Siria: Gb cauta su ritiro russo, "raid continuano"

La Gran Bretagna, presa in evidente contropiede dall'annuncio di Vladimir Putin su un parziale ritiro delle forze di Mosca dalla Siria, reagisce con prudenza alle parole del presidente russo.

"Non è terribilmente rassicurante - ha commentato il ministro degli Esteri, Philip Hammond, alla Camera dei Comuni - che poche ore dopo l'annuncio del ritiro il loro ministro della Difesa (Serghiei Shoigu) abbia detto che continueranno ad attaccare i terroristi": formula dietro la quale - secondo la narrativa di Londra - la Russia avrebbe ricompreso nei mesi scorsi bombardamenti su quelli che le cancellerie occidentali definiscono "ribelli moderati".

Il capo del Foreign Office ha quindi invitato alla cautela, in mancanza di "verifiche indipendenti", ma ha comunque aggiunto che dopo la proclamazione della tregua Mosca avrebbe "ridiretto l'obiettivo dei suoi raid in modo più convincente su Isis e Fronte al-Nusra". Mentre non ha escluso che l'annuncio di Putin sia in qualche modo anche un messaggio a Bashar al-Assad per ricordargli che "il regime (di Damasco) è di fatto un cliente della Russia tenuto ad agire secondo la sua volontà".

Il ministro degli Esteri ombra laburista, Hilary Benn, aveva da parte sua manifestato in precedenza "cauto apprezzamento" per la mossa a sorpresa del Cremlino.

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