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Siria: l'intervento occidentale causerebbe un altro Afghanistan

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 ottobre 2011 - 13:04
(Keystone-ATS)

Il presidente siriano Bashar al-Assad ha messo in guardia i Paesi occidentali che un loro intervento in Siria darebbe origine ad "un altro Afghanistan".

In un'intervista con il domenicale britannico Sunday Telegraph, che ieri ne aveva diffuso un anticipo nella edizione online, Assad ha dichiarato che la Siria "ora è il fulcro, è la faglia. Se si smuove la terra ci sarà un terremoto. Qualsiasi problema in Siria farà andare in fiamme l'intera regione. Se il piano è di dividere la Siria, allora tutta la regione si dividerà".

Il presidente ha ammesso che le forze di sicurezza avevano compiuto "molti errori" nella prima fase della protesta, ma ha dichiarato che ora prendono di mira "soltanto i terroristi". Assad ha dichiarato di aver agito diversamente da altri leader arabi. "Non abbiamo scelto la strada del governo ostinato - ha detto - sei giorni dopo l'inizio (delle proteste, ndr) ho dato inizio alle riforme".

Assad ha definito la ribellione come "una lotta tra islamismo e pan-arabismo" e ha aggiunto: Abbiamo iniziato a combattere con i Fratelli Musulmani negli anni '50 e ci stiamo ancora battendo contro di loro". I commenti del presidente seguono l'ultima esortazione da parte del segretario generale dell'Onu di porre fine alla repressione. Ieri circa 50 civili e membri delle forze armate sono stati uccisi negli scontri.

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