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La distruzione della guerra

KEYSTONE/EPA/STRINGER

(sda-ats)

Sembra tenere la tregua entrata in vigore in Siria alle 19 di ieri, ora locale, secondo quanto concordato da Stati Uniti e Russia. Come annunciato dall'esercito di Damasco, la tregua resterà in vigore per sette giorni, ovvero fino al prossimo 19 settembre.

Attuata per consentire la consegna di aiuti umanitari alla popolazione delle zone assediate compresa Aleppo, la tregua non riguarderà i jihadisti del sedicente Stato Islamico (Is) e i miliziani legati ad al-Qaeda del gruppo nato come Fronte al-Nusra.

Se la tregua reggerà per sette giorni, come si auspica, Mosca e Washington inizieranno a lanciare attacchi coordinati contro Is e Jabhat Fateh al-Sham (l'ex Fronte al-Nusra). L'Esercito libero siriano si è detto pronto a "collaborare per la tregua", dicendosi comunque preoccupato per il giovamento che il governo di Damasco trarrà da questa pausa di sette giorni dei combattimenti.

È "l'ultima possibilità di salvare una Siria unita", aveva detto venerdì il Segretario di Stato americano John Kerry annunciando la tregua. Per ora la situazione è "tranquilla" nella maggior parte del Paese, come hanno fatto sapere gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani. Bisognerà vedere come l'esercito siriano userà il diritto che si è riservato di rispondere, con qualsiasi arma, a ogni violazione della tregua.

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SDA-ATS