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Il ministro degli Esteri siriano ha respinto le accuse di uso di armi chimiche avanzate dal segretario di stato americano John Kerry. "Quelle che ha detto sono bugie", ha dichiarato, un "disperato tentativo" di giustificare una "potenziale aggressione".

"Quelle che l'amministrazione americana ha definito prove irrefutabili - ha detto il ministro degli esteri siriani, Walid al Muallim, in un comunicato letto alla tv ufficiale - non sono niente di più di vecchie storie diffuse dai terroristi da più di una settimana, con tutto quello che queste comportano di menzogna, di macchinazione e di storie costruite".

Il ministero si è detto "meravigliato" per il fatto che "una superpotenza inganni la propria opinione pubblica in questa maniera ingenua e appoggiandosi a prove inesistenti". Il ministero "si meraviglia anche che gli Stati Uniti basino le loro posizioni di guerra e di pace su quello che è diffuso dai social network e dai siti internet".

Le cifre fornite oggi dal segretario di stato americano John Kerry sul numero di vittime dell'attacco chimico attribuito al governo siriano, secondo la nota ufficiale di Damasco sono "cifre fittizie fornite dai gruppi armati in Siria e dall'opposizione all'estero".

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SDA-ATS