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"Schizzi di sangue nelle stanze di molte case, scuole bruciate e case danneggiate": questo lo scenario che si è presentato ieri agli occhi degli osservatori Onu in Siria, arrivati a Tremseh, teatro del nuovo massacro avvenuto tre giorni fa, che, in base a quanto da loro riscontrato, è stato un attacco che "ha preso di mira gruppi e abitazioni specifiche" di ribelli, che si sarebbero difesi con armi leggere.

"La squadra delle Nazioni Unite ha potuto vedere una scuola bruciata e case danneggiate, con tracce di incendi in cinque di esse". Gli ispettori hanno anche rilevato che "sono stati impiegati numerosi tipi di arma, fra cui artiglieria, mortai e armi leggere".

Secondo la portavoce della missione Onu, Sausan Ghosheh, citata dal New York Times online, analizzando video, tracce e testimonianze, si evince che le vittime a Tremseh erano "giovani in età da combattimento", che sono stati "sopraffatti perchè armati solo di armi leggere contro forze superiori".

Secondo quanto aveva raccontato l'organizzazione d'opposizione Osservatorio siriano dei diritti umani (Ondus), gran parte dei morti del massacro erano vittime di "esecuzioni sommarie", mentre altre persone, fra cui anche dei bambini, sarebbero state assassinate mentre cercavano di fuggire.

"La squadra dell'Onu prevede di ritornare oggi a Tremseh per continuare la sua missione di verifica". L'Ondus afferma di aver saputo da testimoni che alcuni feriti e morti nel massacro sono stati portati via dalle forze governative in un tentativo di distruggere prove. L'organizzazione dice di avere identificato un centinaio di vittime civili.

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SDA-ATS