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I siriani rimasti coinvolti nel raid a Idlib che sono stati visitati da Medici Senza Frontiere (Msf) presentano chiari segnali di un attacco chimico. Lo ha riferito all'agenzia di stampa italiana ANSA Massimiliano Rebaudengo, capo missione Msf in Siria.

"I 17 pazienti esaminati da noi in diversi ospedali delle zone - ha spiegato - presentano segni di due agenti, uno neurotossico, il sarin, ed uno soffocante, il cloro". In particolare, i "sintomi medici del sarin sono le pupille ristrette, incoscienza, incontinenza, più in generale un break down nervoso. Nel caso del cloro, i sintomi sono stati l'odore di candeggina dei pazienti e gli arresti respiratori".

Per Msf si tratta di "una delle situazioni più gravi che abbiamo visto finora", ha rilevato Rebaudengo: "Nei nostri ospedali in Siria, attiviamo un piano d'urgenza quando arrivano 10 pazienti in una sola volta. In questa occasione, invece, in un ospedale ne sono arrivati 17, 35 in un altro e 50 in un altro ancora". Tra l'altro, ha aggiunto, gli ospedali sul posto "non hanno strutture adeguate e quindi i livelli di decessi sono più alti".

SDA-ATS

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