La mia "priorità è ottenere il prima possibile armi per i combattenti dell'esercito siriano libero". Lo ha affermato oggi il nuovo presidente della Coalizione nazionale siriana, Ahmad Assi Jarba al giornale saudita Asharq al-Awsat. "Noi affrontiamo bande che conducono una guerra di sterminio contro il popolo siriano e le armi sono il solo mezzo per mettere fine ai loro massacri", ha proseguito Assi, un capo tribù laico eletto il 6 luglio scorso.

Intanto attivisti e oppositori hanno reso noto oggi che i ribelli stanno avanzando nella città settentrionale di Khan al-Assal, una delle ultime città della provincia di Aleppo ancora sotto il controllo delle forze del regime. E proseguono i raid dell'aviazione, nel terzo giorno di offensiva, a Saraqeb nella provincia di Idlib.

Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, una ong con sede nel Regno Unito, i caccia hanno sorvolato per ben dodici volta la città. Secondo un primo bilancio ci sarebbero cinque morti, tra cui tre bambini. Almeno una vittima a Damasco e decine di feriti per l'esplosione di un ordigno, ha proseguito l'Osservatorio.

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