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Raggiungendo una nuova vetta di atrocità e barbarie, lo Stato islamico (IS) ha annunciato e mostrato oggi la morte del pilota giordano che aveva catturato in Siria alla vigilia di Natale: lo ha chiuso in una gabbia, lo ha cosparso di benzina, e lo ha dato alle fiamme, vivo. E poi ha diffuso il video di rito, di ben 22 minuti e 34 secondi.

Nelle immagini, realizzate dall'ormai tristemente nota "casa di produzione" al-Furqan Media Foundation, si vede in una prima parte il pilota che indossa la tuta arancione come quelle del carcere di Guantanamo e degli altri prigionieri dell'IS messi a morte. Ha un vistoso ematoma sotto l'occhio destro e pronuncia una sorta di monologo, spiegando vari aspetti della campagna anti-IS. Mentre parla, si alternano immagini di siti bombardati dalla coalizione.

Poi, lo si vede chiuso in una gabbia. È poco più alta della sua statura. Il tenente Muaz Kassasbe è in piedi, con le mani sul volto. L'emiro dà fuoco ad una striscia di benzina. Le fiamme raggiungono la gabbia, la circondano, e infine avvolgono il corpo del pilota. Nelle ultime immagini, un bulldozer ricopre il suo corpo di macerie, come le vittime carbonizzate dei bombardamenti mostrate poco prima, tra le quali c'è anche un bambino.

Nel video l'IS pone anche una taglia su oltre 50 piloti giordani che, secondo i jihadisti, partecipano ai raid della Coalizione internazionale anti-IS, pubblicando la lista dettagliata delle loro generalità, dei gradi militari e delle località da cui vengono. "Ricercato. Pilota crociato", è il titolo di ciascuna scheda, con la foto del pilota e i suoi dati anagrafici in arabo e inglese.

Per i giordani il tenente Kassabe, che aveva 26 anni e apparteneva ad un'influente tribù, era un eroe, anche se l'impegno della Giordania nella coalizione anti-IS non è particolarmente popolare. Anche per questo, Amman aveva accettato di trattare con l'IS, sperando di poterlo riportare a casa.

Aveva accettato di scambiarlo con una terrorista irachena, Sajida al-Rishawi, condannata a morte in Giordania perché coinvolta negli attentati ad una serie di alberghi di Amman in cui nel 2005 morirono una sessantina di persone. L'IS voleva la sua liberazione: in cambio avrebbe rilasciato il giornalista giapponese Kenji Goto e risparmiato la vita a Kassasbe. Lo avrebbe "risparmiato", ma non liberato. E aveva fissato un ultimatum.

Nel frattempo, la Giordania aveva chiesto una "prova in vita" del tenente, che non è mai arrivata. Così il termine fissato è scaduto, il giornalista giapponese è stato decapitato, e ora è arrivato anche il video dell'atroce morte del pilota. La prova richiesta da Amman, d'altra parte, non sarebbe mai potuta arrivare: secondo la tv giordana, infatti, il pilota è stato messo a morte un mese fa, il 3 gennaio.

Re Abdallah di Giordania, che si trovava in visita negli Usa, ha interrotto il viaggio ed è ripartito immediatamente senza rilasciare dichiarazioni. Obama invece ha tuonato contro la "brutalità" dell'IS, che "rafforza la nostra determinazione" a sconfiggerlo.

Ma se Abdallah non ha proferito parola, Amman - hanno fatto sapere fonti governative giordane - avrebbe già scelto la risposta da dare ai jihadisti: nel giro di poche ore, forse all'alba di domani, sarà messa a morte la Rishawi assieme ad altri cinque condannati.

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SDA-ATS