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Siria: Obama agli americani, abbiamo dovere di agire

"File di cadaveri di uomini, donne, bambini, uccisi da gas velenosi. Altri con la schiuma alla bocca, che rantolano alla ricerca di un respiro, e un padre che stringe il figlio morto che li implora ad alzarsi e a camminare". Ha usato immagini forti la scorsa notte Barack Obama per spiegare agli americani perché gli Stati Uniti hanno il dovere di agire contro le atrocità compiute in Siria.

Sono le immagini "ripugnanti" dello scorso 21 agosto, quando in un attacco chimico in un sobborgo di Damasco sono morte oltre 1.400 persone. E il presidente Usa non ha dubbi: il responsabile è il suo omologo Bashar al Assad.

Obama, parlando in diretta tv alla nazione, cerca di esercitare tutta la sua leadership. È forse il momento più delicato della sua presidenza, e lo si coglie nella espressione tesa. Conferma di aver chiesto al Congresso più tempo per il voto, per permettere alla diplomazia di fare il suo corso: "È troppo presto per dire quanto la proposta russa avrà successo, ma - ammette - potrebbe consentire di togliere di mezzo le armi chimiche senza un intervento militare". Dunque, meglio aspettare, e vedere cosa succede.

Ma con tono deciso il presidente Usa insiste sulla necessità di reagire contro i crimini compiuti dal regime siriano, anche per dare un segnale a tutti gli altri dittatori che in assenza di una reazione potrebbero sentirsi legittimati a usare armi chimiche. Cerca di spiegare le sue ragioni Obama, il perchè un presidente che ha chiuso un epoca di guerre sembra ora volersi imbarcare in una nuova pericolosa avventura.

Secondo un sondaggio della Cnn il 47% degli americani ha giudicato convincenti le spiegazioni del presidente americano, mentre per il 65% è probabile che l'azione diplomatica in corso possa evitare un intervento da parte degli Usa.

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