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L'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (Olp) rifiuta il coinvolgimento nel conflitto armato nel campo profughi di Yarmouk in Siria. Lo sostiene l'organizzazione in un comunicato diffuso da Ramallah.

"Respingiamo del tutto di essere parte nel conflitto armato a Yarmouk con la scusa della sua liberazione", ha detto l'Olp facendo appello ad "altri strumenti".

Ieri invece il capo delegazione palestinese inviato a Damasco Ahmad Majdalani aveva annunciato, secondo dichiarazioni a lui attribuite, l'appoggio delle fazioni palestinesi all'offensiva siriana contro l'attacco dell'Isis al campo.

"Respingiamo del tutto - ha sostenuto l'Olp nel comunicato ufficiale di oggi - di essere parte nel conflitto". Poi ha sostenuto che occorre invece trovare altri "strumenti per risparmiare il sangue del nostro popolo, impedire altre distruzioni e spostamento dei palestinesi nel campo profughi di Yarmouk". "Respingiamo - ha spiegato - di essere immersi in una campagna armata, qualunque sia la sua natura o copertura".

L'Olp ha poi confermato che lavorerà in modo da mettere fine a "tutte le forme di aggressione e azioni armate, in collaborazione con tutte le parti interessate, soprattutto le agenzie internazionali di aiuto, Unrwa, e ogni parte che ha l'interesse comune a non trascinare il campo in ulteriori devastazioni e sventure"."L'Organizzazione per la liberazione della Palestina - ha concluso il comunicato - rimane ferma nelle sue relazioni con tutte le parti e conferma il suo rifiuto ad essere trascinata in un'azione militare di qualsiasi tipo".

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SDA-ATS