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Materiale per rinforzare le tende, coperte e stufe sono state distribuite dall'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati (Unhcr) a 120.000 rifugiati siriani che vivono in condizioni precarie nella Valle della Bekaa, in Libano, alle prese in questi giorni con pesanti nevicate.

Una perturbazione denominata "Alexa" che a partire da martedì sera ha colpito il Medio Oriente ha provocato forti disagi ai 2,3 milioni di profughi sparsi tra Libano, Turchia, Giordania e Iraq, oltre ai quasi sei milioni sfollati all'interno della Siria. Secondo fonti degli attivisti citate dall'agenzia Afp, ieri due bambini sono morti di freddo nel paese.

Il Libano è il paese che ospita il maggior numero di rifugiati siriani all'estero: 838.000, di cui 120.000 sistemati in tende in campi improvvisati non riconosciuti ufficialmente dalle autorità.

Gravi disagi per il maltempo sono segnalati anche in Turchia. Ieri le squadre dell'Unhcr non hanno potuto raggiungere i campi profughi intorno a Kills a causa della neve che ha bloccato le strade.

Anche Gerusalemme - come non accadeva da anni in questo periodo - si è svegliata stamattina sotto la neve. Strade imbiancate ovunque e qualche disagio alla circolazione. Il Comune - secondo quanto riportano i media - ha deciso la chiusura delle scuole.

Da alcuni giorni Israele e la Cisgiordania sono interessati da un'ondata di maltempo piuttosto intensa, e insolita per la stagione, con piogge torrenziali un po' dappertutto. Anche ad Haifa, nel nord di Israele, le scuole sono chiuse per il maltempo. E le previsioni per oggi e domani non sembrano annunciare un miglioramento.

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SDA-ATS