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I 4 anni e mezzo di guerra civile in Siria hanno provocato 250'000 morti, 2 milioni di feriti e 12 milioni di sfollati, dei quali oltre 4 milioni rifugiati all'estero.

È bilancio pubblicato oggi dall'ong Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus), secondo cui i morti tra i civili sono 74'426 e tra i combattenti stranieri 41'376.

L'ong, che ha sede in Gran Bretagna ma dispone di una vasta rete di informatori in Siria, afferma di essere riuscita a documentare la morte di 250'124 persone. Tra i 74'426 civili, 12'517 sono bambini o ragazzi minorenni.

"Non smetteremo - afferma in una nota l'Ondus - di chiedere ai membri del Consiglio di Sicurezza dell'Onu di approvare una risoluzione vincolante che proibisca di prendere di mira i civili in Siria, dove massacri sono commessi ogni giorno sotto il naso della comunità internazionale". La commissione d'inchiesta dell'Onu sulla Siria ha più volte accusato tutte le parti di attacchi indiscriminati e di crimini contro la popolazione civile.

Secondo il bilancio dell'Ondus, tra i morti a partire dal marzo del 2011 vi sono anche 52'077 soldati governativi, 35'235 membri di varie milizie armate lealiste, 41'201 miliziani curdi e di formazioni ribelli, 2'551 soldati disertori e 3'258 persone non identificate.

Per quanto riguarda gli stranieri, 37'010 sono quelli morti mentre combattevano nelle file dell'Isis, del Fronte al Nusra (la branca siriana di Al Qaida) e in vari altri gruppi armati islamisti sunniti. Altri 4'366 erano invece membri di milizie sciite provenienti da Paesi arabi e asiatici schierati con il governo di Damasco. Tra questi figurano 971 miliziani sciiti libanesi di Hezbollah.

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SDA-ATS