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Siria: ong, 51 lealisti fucilati dopo battaglia giorni scorsi

Cinquantuno militari governativi e miliziani fedeli al regime siriano sono stati uccisi nei giorni scorsi in esecuzioni sommarie da parte di un gruppo ribelle che si è impadronito della cittadina di Khan al Asal, ad ovest di Aleppo. Ne dà notizia oggi la ong Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), precisando che 30 dei "giustiziati" erano ufficiali.

La ong, che dice di avere avuto la notizia da attivisti locali, afferma che sono stati in tutto 150 i morti tra le forze del regime - tra cui quelli messi a morte dopo la cattura - nella battaglia avvenuta il 22 e il 23 luglio scorso. Il regime aveva tra l'altro accusato i ribelli di aver fatto uso di armi chimiche nella stessa Khan al Asal alcuni mesi fa.

L'Ondus diffonde anche due video che portano il logo del battaglione ribelle Ansar al Khilafa al Islamiya, in cui si vedono decine di cadaveri di soldati e miliziani filo-regime.

Alcuni si trovano tra i resti di costruzioni semidistrutte, altri allineati ordinatamente a terra in stanze dove sembra avessero preso alloggio. Una ventina sono ammassati uno sull'altro vicino a un muro su cui si vedono macchie di sangue. Particolare che fa pensare ad una fucilazione.

Una voce fuori campo ripete più volte 'Allah Akbar' ('Dio è grande') e inveisce contro i nemici morti chiamandoli "cani" al servizio del presidente Bashar al Assad.

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