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Siria: Onu, 390mila sfollati in due mesi a Idlib

L'Onu ricorda che i civili sfollati hanno abbandonato le loro case o i campi profughi più di una volta nel giro di poco tempo. Keystone/AP/GHAITH ALSAYED sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 30 gennaio 2020 - 12:59
(Keystone-ATS)

Sono 390mila i civili siriani, in larga parte donne e bambini, sfollati in due mesi nella regione nord-occidentale di Idlib sottoposta da dicembre a una intensa campagna militare aerea e di terra da parte delle forze russe e governative siriane.

Lo riferisce l'Ufficio dell'Onu per il coordinamento umanitario (Ocha) in un comunicato di cui una copia è stata ricevuta dall'ANSA.

Nella nota viene ricordato che i civili sfollati dal 15 gennaio hanno abbandonato le loro case o i campi profughi più di una volta nel giro di poco tempo, e questo aumenta la loro vulnerabilità in un'area dove il conflitto è ancora in corso.

Scuole, dispensari medici, cliniche e ospedali sono stati distrutti o danneggiati dai bombardamenti aerei russi e governativi e sono inagibili, aggiunge l'Onu, che ricorda che nella zona di Idlib sono ammassati circa 3 milioni di civili con urgente aiuto di sostegno umanitario.

A questo si aggiunge, si legge nel comunicato dell'ufficio dell'Onu, che le difficili condizioni ambientali durante l'inverno e la perdurante svalutazione della lira siriana contribuiscono a rendere particolarmente dure le condizioni degli sfollati in fuga dalla guerra.

Intanto dieci civili siriani, di cui sette sfollati, sono stati uccisi nelle ultime ore nella regione in raid aerei russi e governativi, riferisce l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) secondo cui i raid si sono concentrati sulla città di Ariha, a sud di Idlib, prendendo di mira un forno per il pane e un ospedale da campo.

Mosca ha subito smentito: "le notizie di certi media stranieri che asseriscono che un aereo dell'aviazione russa abbia bombardato un ospedale e una panetteria nel sobborgo di Ariha della città siriana di Idlib sono una provocazione", dichiara il ministero della difesa russo, precisando che "l'aviazione russa non ha effettuato nessuna missione di combattimento in quest'area della Siria".

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