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"Gli atti di brutalità che vengono segnalati in Siria possono costituire crimini contro l'umanità e crimini di guerra. Bisogna indagare su tali atti e i responsabili chiamati a risponderne": così il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon davanti all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, prima del voto di una risoluzione sulla Siria.

"Mentre noi ci stiamo incontrando qui, Aleppo, una delle città più antiche della Siria, patrimonio dell'Unesco, è l'epicentro di una battaglia feroce tra il governo di Damasco e coloro che vogliono sostituirlo", ha detto Ban. "Non ci sono vincitori oggi ad Aleppo, né altrove nel Paese. I perdenti di questa battaglia sono i cittadini siriani", ha spiegato ancora il segretario generale.

"Il conflitto in Siria è un test di tutto ciò che le Nazioni Unite rappresentano. E l'Onu non può fallire questo test", ha detto ancora Ban, sottolineando, riguardo l'addio dell'inviato speciale Kofi Annan, che la mediazione può avere successo solo se vi è un impegno al dialogo. "Nonostante le difficoltà le Nazioni Unite sono attive sul territorio, fornendo assistenza umanitaria e relazioni sulla situazione", ha detto ancora, aggiungendo che "questa catastrofe poteva essere evitata".

"Dobbiamo usare tutti i mezzi pacifici della Carta Onu per risolvere la crisi nel Paese mediorientale", ha esortato ancora il segretario generale.

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SDA-ATS