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Siria: Onu; violazioni continuano, maggioranza commesse da esercito

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 maggio 2012 - 12:03
(Keystone-ATS)

Resta "estremamente preoccupante" la situazione dei diritti umani in Siria, dove gravi violazioni continuano senza sosta in un contesto sempre più militarizzato, nonostante le parti abbiano accettato il piano Annan. Lo afferma la Commissione d'inchiesta dell'Onu sulla Siria.

La maggior parte delle gravi violazioni dei diritti umani documentate dalla Commissione dal mese di marzo sono state commesse dall'esercito siriano e dai servizi di sicurezza "durante le operazioni militari o di ricerca condotte in luoghi conosciuti per ospitare i disertori e/o persone armate, o percepite come simpatizzanti dei gruppi armati anti-governativi", afferma un rapporto pubblicato oggi a Ginevra. Ma la Commissione afferma di aver ricevuto diversi resoconti che indicano che anche i gruppi armati anti-governativi commettono violazioni dei diritti umani.

L'esercito - si legge nel breve documento - ha impiegato "un'ampia gamma di mezzi militari, inclusi i bombardamenti di aree civili". Gli esperti indipendenti dell'Onu - ai quali Damasco continua a negare l'accesso al paese - continuano inoltre a ricevere informazioni di arresti arbitrari e torture. Anche giovani e bambini, compresi ragazzi di 10 anni, detenuti da forze dello Stato siriano, hanno indicato a varie riprese di essere stati torturati per far loro ammettere che famigliari più anziani sono membri dell'Esercito libero siriano (Els, opposizione armata).

Abusi sono commessi anche dai gruppi armati anti-governativi, affermano gli esperti che riferiscono di informazioni relative a esecuzioni extragiudiziarie di membri dell'esercito e delle forze di sicurezza, o di persone sospettate di essere informatori o collaboratori del regime catturati da gruppi anti-governativi. La commissione parla anche di confessioni sotto tortura e di rapimenti.

Intanto il nuovo parlamento siriano, uscito dalle elezioni del 7 maggio, ha tenuto oggi la sua prima seduta mentre le violenze continuano nel paese, in particolare con bombardamenti governativi sulla città di Rastan, tra Homs e Hama. Secondo i Comitati locali di coordinamento dell'opposizione sono già 13 i morti di oggi, dopo i 23 della giornata di ieri.

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