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Siria: paesi europei, Usa, Canada e Australia espellono diplomatici

Questo contenuto è stato pubblicato il 29 maggio 2012 - 19:12
(Keystone-ATS)

Germania, Francia, Italia, Gran Bretagna, Spagna, Bulgaria nonché Stati Uniti, Canada e Australia hanno deciso di espellere i diplomatici siriani presenti nei loro paesi in reazione al massacro di Hula. Altre nazioni, tra cui la Svizzera, hanno dichiarato i diplomatici che rappresentano la Siria nel loro paese "persona non grata".

L'ambasciatore siriano a Berlino dovrà lasciare la Germania entro 72 ore. Da parte sua l'ambasciatore siriano in Italia è stato convocato alla Farnesina e dichiarato "persona non grata"; verrà espulso assieme ad alcuni funzionari. Sempre oggi sono stati espulsi dal Regno Unito l'incaricato d'affari siriano - il diplomatico di rango più alto dell'ambasciata di Londra - e due altri diplomatici.

Da parte sua il presidente francese François Hollande ha annunciato che "oggi o domani" espellerà l'ambasciatore siriano a Parigi. Il provvedimento sarà messo in atto al più tardi la prossima settimana. Anche la Spagna ha deciso di espellere l'ambasciatore e quattro diplomatici siriani a Madrid in risposta all'"inaccettabile repressione messa in atto dal regime siriano contro la popolazione". La Bulgaria ha annunciato che espellerà l'ambasciatore siriano a Sofia insieme ad altri due diplomatici; dovranno lasciare la Bulgaria entro 72 ore.

Da parte loro il governo olandese e quello belga hanno definito l'ambasciatore siriano che risiede a Bruxelles, rappresentando gli interessi di Damasco in entrambi in paesi, "persona non grata". Stessa cosa ha fatto la Svizzera con l'ambasciatrice siriana Lamia Chakkour, che risiede a Parigi. Berna - si legge in una nota del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) - protesta in questo modo contro la sistematica violazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza Onu così come contro la mancata applicazione dei sei punti del piano di pace dell'inviato speciale Kofi Annan.

Pure gli Stati Uniti hanno deciso oggi di espellere l'incaricato d'affari siriano a Washington, così come il Canada ha ordinato l'espulsione dei diplomatici siriani da Ottawa. Anche l'Australia ha annunciato l'espulsione di due diplomatici siriani, incluso il capo missione, dando loro 72 ore per lasciare il paese.

Riferendo dell'incontro avuto oggi a Damasco con il presidente Bashar al-Assad, l'inviato speciale della comunità internazionale sulla crisi in Siria Kofi Annan ha detto di aver "chiesto passi coraggiosi ora, non domani, ma ora, per l'attuazione del piano. Ciò vuol dire che il governo e tutte le milizie filogovernative devono fermare tutte le operazioni militari e mostrare la massima moderazione ".

"Siamo ad un punto critico", ha affermato in una conferenza stampa. Il popolo siriano "non vuole un futuro" fatto di "spargimenti di sangue e divisione. Eppure, le uccisioni continuano e gli abusi sono ancora al nostro fianco", ha evidenziato Annan ricordando ad Assad che "la comunità internazionale presto riesaminerà la situazione".

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