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Un'impennata di crimini e abusi commessi commessi anche da gruppi armati antigovernativi si registra in Siria negli ultimi tempi, parallelamente al crescente afflusso di combattenti stranieri jihadisti, soprattutto nel nord del Paese. Lo ha denunciato oggi a Ginevra il presidente della Commissione d'inchiesta sul conflitto siriano, il brasiliano Paulo Sergio Pinheiro, presentando un aggiornamento orale al suo ultimo rapporto dinanzi al Consiglio Onu per i diritti umani, riunito in sessione.

Intere brigate sono ora composte da "combattenti estremisti" che hanno attraversato i confini della Siria dall'estero, ha sottolineato Pinheiro.

Quanto ai crimini dei lealisti, il presidente della Commissione d'inchiesta ha quindi ricordato che in Siria i civili devono affrontare quotidianamente "bombardamenti indiscriminati da parte delle forze governative". "Molte città e villaggi - ha proseguito - sono assediati, mentre la tortura è sistematicamente utilizzata nei centri di detenzione governativi" In generale, ha concluso, "i metodi di guerra utilizzati nel Paese diffondono il terrore fra la popolazione civile".

Gli ultimi sforzi diplomatici a Ginevra la settimana scorsa "promettono un quadro per rimuovere le armi chimiche dall'arsenale di una guerra sempre più imprevedibile" e lasciano intravedere la possibilità che questo dialogo possa essere "la base di una trattativa più ampia che porti a una cessazione delle ostilità e ad una soluzione politica del conflitto", ha detto ancora Pinheiro.

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SDA-ATS