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Amnesty International ha accusato oggi la Grecia e la Bulgaria di "trattamenti deplorevoli" nei confronti dei rifugiati siriani che attraverso il loro territorio cercano di entrare nell'Unione europea.

In un rapporto in cui critica duramente l'Unione, accusandola di essersi trasformata in una "fortezza" inespugnabile per i profughi, l'organizzazione per i diritti umani denuncia "operazioni di respingimento in mare con rischio della vita lungo le coste greche e la detenzione di diverse settimane in condizioni disagiate in Bulgaria".

Amnesty cita la testimonianza di un uomo di 32 anni che con la madre è arrivato a bordo di un barcone lo scorso ottobre nell'isola greca di Samos, dove sono stati bloccati dalla guardia costiera e dalla polizia. "Hanno fatto stendere tutti noi uomini sulla barca - ha detto - e ci hanno calpestati e picchiati per tre ore. Poi, dopo aver rimosso il motore, ci hanno portati in acque turche e ci hanno abbandonati in mezzo al mare".

Per quanto riguarda la Bulgaria, il rapporto sottolinea che quest'anno sono arrivati 5.000 profughi siriani, alloggiati in centri di emergenza che praticamente sono "centri di detenzione". Amnesty afferma di avervi trovato rifugiati che vivevano "in condizioni squallide in container, edifici fatiscenti e tende, con mancanza di strutture sanitarie adeguate e accesso limitato a cibo, letti e medicine".

Soltanto 55.000 profughi, sottolinea Amnesty, sono riusciti ad entrare in Europa e fare domanda di asilo. La maggioranza ha chiesto di essere accolta in Svezia (22.490) e in Germania (16.100). Meno di mille hanno chiesto asilo in Italia, e altrettanti in Grecia.

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SDA-ATS