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Secondo l'opposizione oggi in Siria sono state uccise 175 persone, di cui almeno 25 minori. Si tratterebbe di una conferma delle parole dell'inviato dell'ONU Lakhdar Brahimi, secondo il quale la situazione ha raggiunto "proporzioni catastrofiche".

Ma al di là delle solite condanne, non vi sono segnali che una comunità internazionale ancora divisa possa prendere l'iniziativa. È stato lo stesso segretario generale dell'ONU, Ban Ki-moon, a denunciare "la paralisi del Consiglio di Sicurezza" che, ha aggiunto, "mina la credibilità delle Nazioni Unite".

Una paralisi provocata dalle contrapposizioni in campo internazionale. Da un lato il primo ministro turco Tayyip Erdogan, da mesi tra i più implacabili avversari del presidente siriano Bashar al Assad, ha accusato oggi il suo regime di avere creato "uno Stato terroristico".

Il presidente egiziano Mahamed Morsi ha fatto appello a Damasco "perché fermi il bagno di sangue" e ha chiesto ai Paesi arabi di "fare di più", pronosticato che "il regime siriano non durerà ancora per molto".

Sull'altro fronte, il presidente russo Vladimir Putin ha nuovamente criticato la politica occidentale di sostegno all'opposizione siriana facendo un paragone con i detenuti della prigione americana a Guantanamo. "Allora - ha affermato Putin - bisogna inviare tutti i prigionieri da Guantanamo in Siria. Che si battano. È esattamente lo stesso tipo di gente".

La Cina si è detta genericamente favorevole a "un dialogo politico" tra regime e opposizione, ma senza pressioni dall'esterno. Mentre secondo funzionari anonimi dell'amministrazione americana citati dal New York Times, l'Iran sta rifornendo in modo massiccio Damasco di armi per via aerea, passando per i cieli iracheni.

Secondo fonti dell'opposizione, i bombardamenti governativi sono continuati oggi ad Aleppo in particolare sui quartieri di Marjeh, Hanano, Haidariyeh e Nairab. Degli 80 morti segnalati dai Comitati locali di coordinamento solo in questa che è la più popolosa città della Siria, molti sono bambini.

I Comitati segnalano sette bambini morti nella distruzione della loro casa, a Marjeh. L'inviato della CNN ad Aleppo ha invece documentato l'uccisione di altri nove bambini, tra i 4 e gli 11 anni, quando le bombe hanno distrutto un'abitazione nel quartiere al-Sharaa.

I Comitati parlano anche di 40 morti a Damasco e nei suoi sobborghi e 23 nella provincia nord-orientale di Dayr az Zor.

I ribelli hanno detto di aver abbattuto nelle ultime ore un caccia militare governativo nel nord-est del Paese e un elicottero nei pressi di Damasco, mettendo in rete due video amatoriali come prova delle loro affermazioni.

Intanto, secondo il quotidiano panarabo saudita Asharq al Awsat, l'opposizione armata cerca di rimediare alle divisioni nel fronte anti-regime. Circa 400 ufficiali disertori dell'esercito, scrive il giornale, si sono riuniti in una località della regione meridionale turca di Antiochia e hanno dato vita al "Comando unificato dell'Esercito Libero Siriano (ELS)" per cercare di riparare le fratture sorte nei mesi scorsi tra chi combatte in Siria e chi afferma di comandare dall'estero.

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SDA-ATS