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Siria: tregua in vigore, de Mistura per ripresa colloqui il 7 marzo

I colloqui di pace sulla Siria riprenderanno il prossimo 7 marzo "se la tregua tiene". Lo ha riferito l'inviato Onu per la Siria Staffan de Mistura.

De Mistura ha tenuto un briefing a porte chiuse in videoconferenza da Ginevra con i rappresentanti del Consiglio di Sicurezza prima di annunciare la data del 7 marzo per la ripresa dei colloqui sulla Siria e prima del voto con cui il Consiglio di Sicurezza ha approvato all'unanimità una risoluzione a sostegno della tregua concordata, che contiene appunto l'indicazione di una "ripresa dei colloqui al più presto possibile".

La tregua regge con alcune violazioni

Regna intanto in generale la calma nelle regioni della Siria controllate dai ribelli e dal regime, dopo l'entrata in vigore alla mezzanotte del cessate il fuoco promosso da Washington e Mosca, e appoggiato dalle Nazioni Unite. Sono tuttavia denunciate alcune violazioni.

L'ong Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus), in particolare, afferma che l'artiglieria turca ha nuovamente bombardato le forze curde dell'Ypg che nella provincia di Raqqa combattono l'Isis in una regione verso il confine turco.

Da parte sua, il gruppo islamista ribelle Jaish al Islam afferma che elicotteri governativi hanno sganciato due barili bomba sulle sue postazioni nei pressi di Damasco.

Secondo diverse fonti, tuttavia, la cessazione delle ostilità sembra tenere nonostante queste limitate violazioni. La tregua non riguarda i combattimenti contro l'Isis e il Fronte al Nusra, considerati sia dalla Russia sia dagli Usa come organizzazioni "terroriste".

Nella provincia di Raqqa gli scontri oppongono i curdi dell'Ypg ai miliziani dello Stato islamico intorno alla cittadina di Tal Abiad, a nord del capoluogo. Mentre continuano i combattimenti tra l'esercito siriano e l'Isis a sud della cittadina di Khanaser, lungo la strada che collega Aleppo al resto dei territori sotto il controllo governativo, che nei giorni scorsi era stata interrotta da un'offensiva dei jihadisti.

Secondo l'Ondus sono due militari le persone uccise da un'autobomba esplosa stamane a Salamiyeh, nella provincia di Hama. La stessa ong attribuisce la responsabilità dell'attentato all'Isis.

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