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Siria: Usa chiudono ambasciata e invitano a lasciare il paese

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 febbraio 2012 - 16:37
(Keystone-ATS)

L'ambasciata americana a Damasco ha sospeso da oggi le sue attività, a causa della recente impennata delle violenze in Siria. Lo ha reso noto la portavoce del Dipartimento di Stato Usa Victoria Nuland precisando che ci sono serie preoccupazioni che la rappresentanza non sia sufficientemente protetta da attacchi armati. Tutti i cittadini americani sono stati inoltre invitati a lasciare il paese.

L'ambasciatore americano a Damasco Robert Ford e tutto il personale statunitense della rappresentanza diplomatica, ha aggiunto la portavoce, hanno già lasciato la Siria.

"L'ambasciatore Ford ha lasciato Damasco, ma rimane l'ambasciatore degli Stati Uniti per la Siria e la sua gente", ha affermato la portavoce Nuland in un comunicato, in cui si afferma che il diplomatico, "in qualità di rappresentante del Presidente" Barack Obama, "continuerà il suo lavoro e l'impegno con il popolo siriano come capo del nostro team Siria a Washington.

Insieme ad altri alti funzionari statunitensi, l'ambasciatore Ford manterrà i contatti con l'opposizione siriana per continuare i nostri sforzi a sostegno della transizione politica pacifica".

Gli Usa, ha aggiunto la Nuland, "continuiamo a essere seriamente preoccupati per l'escalation della violenza in Siria causata dalla palese sfida del regime agli impegni assunti con il piano di azione della Lega Araba". E pertanto "il deterioramento della sicurezza, che ha portato alla sospensione delle nostre operazioni diplomatiche, chiarisce ancora una volta il sentiero pericoloso (che il presidente siriano Bashar) Assad ha scelto e l'incapacità del regime di controllare completamente la Siria".

Il dipartimento di Stato sottolinea quindi "l'urgente necessità che la comunità internazionale agisca senza indugio per sostenere il piano di transizione della Lega Araba prima che l'escalation della violenza del regime renda irraggiungibile una soluzione politica e comprometta ulteriormente la pace e la sicurezza nella regione".

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