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Siria: venerdì seduta speciale Consiglio diritti umani Onu

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 maggio 2012 - 11:45
(Keystone-ATS)

Il consiglio dei diritti Umani delle Nazioni Unite si riunirà venerdì a Ginevra in seduta speciale, per discutere la situazione in Siria e in particolare del massacro di Hula. Lo riferiscono fonti diplomatiche.

Secondo le stesse fonti, Stati Uniti, Qatar, Turchia e Unione europea sono stati i paesi che hanno spinto maggiormente per la sessione speciale. "Sta accadendo tutto in fretta", ha detto una delle fonti diplomatiche, aggiungendo che "ci sarà il massimo appoggio". È la quarta volta che la Siria viene trascinata davanti al Consiglio dei diritti umani da quando sono iniziate le rivolte nel paese lo scorso anno.

Intanto il viceministro degli esteri russo Ghennadi Gatilov ha fatto sapere che Mosca opporrà il suo veto ad ogni iniziativa di interferenza militare in Siria al Consiglio di sicurezza dell'Onu, dove ritiene prematura anche qualsiasi altra misura di pressione.

Ieri il presidente francese François Hollande aveva indicato che un intervento militare "non è escluso a condizione che si faccia nel rispetto del diritto internazionale, vale a dire con l'avallo del consiglio di sicurezza". Oggi anche l'Australia non esclude un intervento militare in Siria, in caso di via libera del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.

Nel frattempo anche il Giappone "ha chiesto" all'ambasciatore siriano a Tokyo di lasciare il paese. Il ministro degli esteri nipponico Koichiro Gemba ha spiegato che Tokyo manterrà tuttavia i rapporti diplomatici con la Siria.

Già ieri l'Occidente ha reagito all'atroce massacro di Hula che ha causato la morte di oltre 100 persone, tra cui moltissimi bambini: diversi paesi europei, come Italia, Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna, hanno deciso l'espulsione in modo coordinato dei rappresentanti diplomatici di Damasco, e stesse misure sono state prese da Stati Uniti, Canada e Australia. Altri paesi, tra cui la Svizzera, hanno dichiarato i diplomatici "persona non grata".

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