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Siriani giunti in Svizzera raccontano di crimini di guerra

I rifugiati sono stati spesso testimoni di torture, stupri e omicidi nei loro Paesi d'origine. I siriani giunti in Svizzera nel 2015 hanno denunciato 387 casi di crimini di guerra, crimini contro l'umanità o genocidi.

Dallo scorso anno, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) prende nota durante le audizioni di queste informazioni. I siriani giunti nella Confederazione raccontano spesso dell'esistenza di fosse comuni, dell'uso di armi proibite e, talvolta, anche di esecuzioni sommarie.

Quando i rifugiati esprimono formalmente il loro accordo per iscritto, la SEM trasmette l'incarto all'Ufficio federale di polizia (fedpol). In una trentina di casi sono state avviate indagini di polizia, ha affermato all'ats il portavoce di fedpol Alexander Rechsteiner, confermando quanto pubblicato oggi dalla Zentralschweiz am Sonntag.

Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) non ha finora avviato alcun procedimento, in quanto non vi è alcuna prova della presenza in Svizzera di criminali di guerra. I dati potrebbero tuttavia essere utilizzati da un tribunale internazionale specializzato nei crimini di guerra, come la Corte penale internazionale (CPI) dell'Aja.

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