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Un'immagine simbolica mostra una donna che subisce violenza (foto d'archivio).

Keystone/LUIS BERG

(sda-ats)

Un 42enne è stato condannato oggi in prima istanza a 19 anni e mezzo di detenzione dalla giustizia solettese per aver brutalmente accoltellato a morte la sua ex compagna. Per la corte, l'uomo ha dato prova di totale insensibilità e sadismo.

I fatti risalgono all'autunno del 2013 e costituiscono l'epilogo di una travagliata relazione di coppia, già segnata da aggressioni fisiche e verbali da parte del condannato.

Il 17 ottobre di tre anni or sono, dopo un'ennesima lite, l'uomo ha colpito più di 20 volte con un coltello a serramanico e con uno da cucina la donna in presenza dei loro due figli, che allora avevano tre e sei anni. L'omicidio è avvenuto nell'appartamento dell'ex compagna, nella località di Trimbach (SO). I due, entrambi eritrei, si erano conosciuti in Italia nel 2006 ed erano giunti in Svizzera nel 2009.

Per il presidente del Tribunale di Olten-Gösgen, l'allora 39enne ha dimostrato "insuperabile freddezza", "sadismo", "totale assenza di sensibilità" e disinteresse per il bene dei figli. A entrambi questi ultimi l'uomo dovrà versare un risarcimento di 70'000 franchi.

Il ministero pubblico aveva chiesto 19 anni di carcere per assassinio. La difesa si è invece battuta per una pena di otto anni di detenzione per omicidio intenzionale. Durante il processo, l'omicida non ha dimostrato chiaro rincrescimento e ha disturbato i dibattimenti.

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SDA-ATS