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Una 51enne, condannata all'ergastolo il 25 maggio scorso assieme ad altri due uomini per aver sterminato una famiglia di tre persone nel giugno del 2009 a Grenchen (SO), è stata liberata oggi in attesa del processo in appello. Lo ha deciso la Corte suprema del canton Soletta adducendo che non sussiste più il pericolo di fuga.

I giudici solettesi hanno così accolto parzialmente il ricorso della donna, che si opponeva alla sua incarcerazione. La 51enne dovrà tuttavia presentarsi regolarmente in polizia e non potrà lasciare la Svizzera. La sua carta d'identità le è stata confiscata.

A fine maggio, la donna e i suoi due complici - un 35enne ex campione svizzero di lancio del martello e un 27enne dalle occupazioni precarie - erano stati condannati alla prigione a vita per assassinio, rapina e altri reati. Il 5 giugno 2009, i tre avevano ucciso con un colpo di pistola alla testa un uomo di 60 anni e avevano soffocato con sacchi di plastica la moglie di 55 anni e la figlia di 35, per poi far man bassa di ogni cosa di valore. Avevano però trovato soltanto 5'000 franchi, 600 euro, quattro orologi e gioielli da pochi soldi.

Dopo il verdetto, gli avvocati dei tre imputati avevano subito annunciato ricorsi in appello. La sentenza non è ancora passata in giudicato. I due uomini sono rei confessi, mentre la donna ha sempre negato di essere stata la mente o addirittura la mandante del delitto.

Nel dicembre 2011, la 51enne era già uscita di prigione, dopo due anni e mezzo di preventiva, rimanendo sotto sorveglianza. Dopo la lettura della sentenza era stata incarcerata a causa del pericolo di fuga. I due complici sono invece in cella da tempo.

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SDA-ATS