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BERNA - Le adozioni in Svizzera, nell'ultimo trentennio, sono in costante calo. Nel 1980, indica uno studio dell'Ufficio federale di statistica (UST), erano 1600 all'anno, cifra che nel 2009 è scesa a circa 500.
Per le adozioni intrafamiliari (-71%), e in particolare per quelle di bambini di nazionalità elvetica, il ribasso è probabilmente da ricondurre alla diminuzione delle nascite indesiderate, grazie ai contraccettivi, ma anche alla migliore accettazione della figura della ragazza madre nella società.
Per le adozioni extrafamiliari (-63%), la flessione è da mettere in relazione all'applicazione della Convenzione internazionale dei diritti dell'infanzia, che incita i paesi aderenti a mettere in atto tutta una serie di meccanismi per permettere ai bambini di rimanere nelle loro famiglie di origine.
L'UST rileva che nel 2009 sono state registrate 7 adozioni ogni mille nascite, a fronte delle circa venti riscontrate negli anni Ottanta. Su questo piano la Svizzera segue da vicino la Norvegia, che con dieci casi ogni mille nascite, è il paese europeo che vanta il più alto numero di adozioni.
Dal 1980 al 2009 le statistiche indicano che i casi di adozione in Svizzera sono stati complessivamente 32'500, di cui 28'700 riguardavano minorenni: 15'000 di sesso femminile e 13'700 di sesso maschile. Attualmente, per quanto riguarda le adozioni extrafamiliari, il 34% dei bambini proviene dall'Asia. Seguono i piccoli africani (32%), gli europei (13%), gli americani (12%) e i bambini di nazionalità svizzera (8%). Nel 2009 l'età media dei bambini adottati era di 11 anni.

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SDA-ATS