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Decine di miliardi bruciati nei bilanci della Banca nazionale svizzera (BNS), perlomeno a livello contabile: questa la conseguenza della decisione odierna dell'istituto di abolire la soglia minima euro/franco. Cifre che non mancheranno di dare nuova linfa alle discussioni sulla distribuzione dell'utile della banca, che nel 2014 ha raggiunto un valore record di 38 miliardi.

Alla fine del 2014 la BNS aveva investimenti in divise per 495 miliardi, dopo che era intervenuta per difendere la soglia minima. Non è ancora nota la parte in euro: si sa però che tre mesi prima, alla fine di settembre, la quota era del 44,6%, pari a circa 174 miliardi.

Con il crollo odierno del corso da 1,20 a 1,03 la BNS subisce così una perdita (momentanea) del 14%. Sulla base delle cifre di settembre si parla di circa 30 miliardi di franchi.

A queste si aggiungono poi le perdite sul dollaro (142 miliardi a bilancio in settembre), che pure è calato. Oggi anche la moneta americana è scesa pesantemente, provocando un deprezzamento di altri 17 miliardi.

Come detto si tratta - per il momento - di pure perdite contabili. Secondo il presidente della BNS Thomas Jordan i mercati stanno avendo una prima reazione esagerata: nei prossimi tempi il franco si indebolirà.

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SDA-ATS