Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Ci sarebbero anche soldi provenienti dalla raccolta fondi per l'alluvione che colpì la Sardegna nel novembre 2013, tra la somma di denaro - circa 300mila euro - sparita da alcuni conti della Uil e finita dal Banco di Sardegna in due banche a Ginevra e Bratislava.

I vertici della Uil sarda sono sotto la lente della Procura di Sassari, che indaga dopo un esposto-denuncia dello stesso istituto di credito dopo alcune transazioni sospette. Somme che ammontano a circa 300mila euro, compresi 76mila euro raccolti per beneficenza a seguito del terribile ciclone Cleopatra che causò in Sardegna 19 vittime e danni per milioni di euro.

Come riportano i quotidiani sardi, le operazioni sarebbero avvenute alla fine del 2016, nella filiale di un piccolo paese in provincia di Sassari, Villanova Monteleone. Una serie di movimenti bancari sospetti partiti dai conti della segretaria generale della Uil sarda, Francesca Ticca, e della tesoriera del sindacato, Angela Lobrano, moglie del dipendente del Banco di Sardegna - che è già stato sospeso dalla banca - accusato di aver fatto partire i bonifici, una decina, verso due banche in Svizzera e Slovacchia.

La segretaria Ticca si difende: "Di questa vicenda sono parte lesa, mi ritengo danneggiata - ha detto al quotidiano L'Unione Sarda - Il mio conto personale è stato svuotato come quelli di diversi altri clienti dello stesso sportello del Banco di Sardegna. Ho presentato una denuncia anche io, perché non ho mai autorizzato né firmato alcun trasferimento di soldi. Ho saputo dalla stampa che erano finiti in Svizzera. Non mi risulta che ci sia un'inchiesta sulla Uil o su di me".

SDA-ATS