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Un uomo di 51 anni e suo figlio di 26 sono morti abbattuti a colpi d'arma da fuoco ieri sera a Oensingen, nel canton Soletta. Un loro conoscente, un 43enne, è rimasto ferito. I colpi sono stati esplosi con un fucile militare Fass 90 e una pistola detenuta illegalmente. I due sparatori, pure padre e figlio di età non precisata, sono stati arrestati. Le due famiglie sarebbero imparentate.

Il fatto di sangue è avvenuto verso alle 22.45 davanti un piazzale antistante la casa delle vittime. Cinque persone si trovavano davanti all'edificio: due padri di famiglia con i loro due figli più un conoscente. I seguito a un violento diverbio, due di loro hanno estratto le armi e hanno fatto fuoco.

Due persone sono cadute a terra prive di vita, mentre una terza è rimasta ferita. La sua vita non è in pericolo. Dopo aver sparato gli assassini si sono dati alla fuga. Uno di loro ha però in seguito contattato la polizia: gli agenti sono giunti sul posto e sono scattate le manette. I fermati non hanno opposto resistenza.

Secondo quanto riferisce il "Blick", che ha potuto parlare con la moglie del 51enne rimasto ucciso, le due famiglie si conoscevano bene: il 26enne deceduto era infatti sposato da tre anni con la figlia, rispettivamente la sorella, degli autori del crimine.

Il fucile militare utilizzato apparteneva a uno dei due assassini. L'arma avrebbe però dovuto essere riconsegnata all'arsenale: l'uomo, dallo scorso 20 febbraio, non è infatti più incorporato nell'esercito poiché, su sua richiesta, è stato assegnato al servizio civile, ha indicato in serata il Capo dell'informazione della Difesa Christoph Brunner.

Questa persona era stata invitata nel mese di aprile e nel mese di maggio a restituire l'equipaggiamento militare. Nell'ultima lettera si intimava a farlo entro il 13 giugno. Dato che questo termine non era stato rispettato, la settimana prossima sarebbe scattato il sequestro forzato, ha aggiunto Brunner.

Resta ancora da chiarire la provenienza de proiettili: Brunner ha infatti affermato che all'omicida l'esercito non ha mai consegnato munizioni da tasca. Anche l'origine della pistola dovrà essere chiarita. Secondo la polizia si tratta verosimilmente di un'arma illegale.

Le autorità solettesi hanno anche comunicato che gli arrestati sono di nazionalità svizzera. Stando a diversi organi di stampa, tutte le persone coinvolte hanno la nazionalità o sono originari del Kosovo. Per chiarire esattamente il movente e le circostanze dell'accaduto è stata aperta un'inchiesta.

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SDA-ATS