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Pochi cambiamenti di cassa malattia

Keystone/GAETAN BALLY

(sda-ats)

Nonostante le critiche sui premi elevati, solo 684'000 svizzeri (8,3% delle popolazione) hanno sfruttato volontariamente la possibilità di cambiare cassa malattia per il 2017.

Per la prima volta dal 2012, la quota è in calo rispetto all'anno precedente: nel 2016 era stata infatti dell'8,6%. Lo mette in luce un sondaggio di comparis.ch pubblicato oggi in un comunicato.

L'aumento dei premi del 5,8% previsto per il 2017 non sembra dunque intaccare la fedeltà degli svizzeri verso la propria cassa malattia. A novembre 2016 era il 14% degli assicurati a dichiarare di volerla sostituire, intenzione che però in molti casi non si è concretizzata, mentre il 17% non si era ancora fatto un'idea definitiva.

Ai 684'000 che hanno optato per una novità, se ne aggiungono 570'000 obbligati a percorrere questa strada in quanto la loro cassa malattia ha cessato di esistere a fine dello scorso anno. Queste persone portano la percentuale di cambio al 15%, ovvero sopra la media.

Citato nel comunicato, Felix Schneuwly, esperto del settore presso comparis.ch, afferma che "chi è assicurato non sfrutta il proprio potere di mercato e spreca potenziale di risparmio". Molti svizzeri insoddisfatti "fanno come il cane che abbaia e non morde", prosegue Schneuwly, non ricavando profitto dalla concorrenza che si viene a creare tra casse malattia. Due terzi dei 2'003 partecipanti al sondaggio si dice comunque contento della propria scelta attuale, giustificando così questa inattività. Secondo Schneuwly, sebbene l'analisi di diversi studi dimostri che la frustrazione per l'incremento dei premi sia alta, "la pressione generata dalla sofferenza pare quindi non essere poi così elevata".

La legge federale sull'assicurazione malattia (LAMal) offre agli svizzeri la possibilità di disdire la propria cassa malattia obbligatoria ogni anno con decorrenza da fine dicembre. Chi fa uso di tale possibilità e confronta le diverse offerte può risparmiare anche svariate centinaia di franchi all'anno: soprattutto per le famiglie sussiste un gran potenziale di ottimizzazione, scrive comparis.ch.

A dimostrarsi più propensi al cambiamento sono i giovani: nella fascia tra i 18 e i 25 anni lo hanno effettuato il 12,3%. Si tratta di una percentuale di gran lunga al di sopra di quella relativa ai loro concittadini più anziani: è in effetti del 7,2% per le persone tra i 36 e i 55 anni e del 5,2% per quelle dai 56 ai 75.

Comparis.ch fa notare anche come si presenti una sostanziale differenza regionale. I romandi sono tendenzialmente più insoddisfatti: solo il 53,4% ha affermato di essere contento del servizio proposto dalla sua assicurazione di base, contro il 70,3% degli svizzeri tedeschi e il 77,9% dei ticinesi. Di conseguenza, nella parte francofona si è più inclini a un cambiamento.

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SDA-ATS