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Anche nel 2016, molto probabilmente il numero di domande di asilo si manterrà sui livelli dell'anno scorso, ossia 40 mila. Lo ha indicato la Consigliera federale Simonetta Sommaruga ai rappresentanti dei partiti di governo.

Lo ha fatto durante i tradizionali colloqui alla casa von Wattenwyl sulla scorta di valutazioni della Segreteria di Stato della migrazione (SEM).

In base a una nota odierna della Cancelleria federale, anche quest'anno la situazione nel settore dell'asilo in Svizzera e in Europa rimarrà "tesa" a causa "del persistere di guerre e focolai di crisi".

Quanto a previsioni, la ministra di giustizia e polizia ha spiegato che, allo stato attuale, non è possibile una stima attendibile, anche se "molto probabilmente nel 2016 il numero di nuove domande d'asilo non diminuirà rispetto al 2015 (circa 40 000)". Per la cronaca, il numero di richieste di asilo per il 2015 era stato stimato in poco meno di 30 mila.

Ai colloqui hanno partecipato anche i Consiglieri federali Ueli Maurer e il presidente della Confederazione Johann Schneider-Ammann. Maurer, ministro delle finanze, ha ricordato la situazione difficile in cui versano le casse dello Stato.

Nonostante le misure di risparmio nell'ambito del preventivo 2016 e del programma di stabilizzazione 2017-2019, il piano finanziario di legislatura (2017-2019) presenta deficit strutturali tra 500 milioni (2017) e quasi un miliardo di franchi (2019). Per evitare ulteriori programmi di risparmio, secondo il ministro UDC è indispensabile che nei progetti rilevanti per la politica finanziaria il Parlamento non vada oltre le spese proposte dal Consiglio federale.

Con Schneider-Ammann sono stati affrontati invece due importanti dossier: il settore educazione, ricerca e innovazione (ERI) e la cooperazione internazionale. Il presidente della Confederazione ha ribadito che il mantenimento della posizione di punta della Svizzera nel campo dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione resta una priorità dell'Esecutivo.

I partiti hanno espresso preoccupazione per una eventuale esclusione della Svizzera dal quadro europeo della ricerca se non si riesce a trovare una soluzione volta ad assicurare la partecipazione al programma di ricerca Orizzonte 2020 dopo il febbraio 2017.

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SDA-ATS