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L'Europa deve "soccorrere la Grecia, che è alle prese con una crisi umanitaria", il Paese "non va abbandonato a sé stesso nella situazione in cui si trova". Lo ha detto la consigliera federale Simonetta Sommaruga oggi a Bruxelles al vertice dei ministri UE.

Al centro della discussione tra i ministri dell'interno vi era la proposta della Turchia per la cooperazione con l’UE in materia di migrazione e la situazione in Grecia. Sommaruga ha ritenuto interessante la proposta, ma ha sottolineato la necessità di un'approfondita verifica giuridica di alcune questioni, in particolare degli aspetti umanitari legati alla Convenzione di Ginevra.

A suo vedere, un accurato esame dovrà rivelare se la Turchia è in grado di adempire tutte le condizioni per una liberalizzazione dei visti. Sommaruga ha precisato che la Turchia riveste "una funzione chiave nella crisi dei rifugiati, ma la cooperazione non può risolvere tutti i problemi". Ha quindi invitato l'Europa ad adottare misure per "evitare possibili rotte alternative che potrebbero toccare altri Paesi".

Gli Stati Schengen - ha detto stando a un comunicato del suo dipartimento - devono chiarire la responsabilità per le persone bisognose di protezione già giunte in Europa. Sommaruga ha ribadito la necessità di un'azione concertata e dell'effettiva attuazione delle misure decise. Ha poi illustrato l'adesione spontanea della Svizzera al programma di ricollocazione, invitando gli Stati Schengen a mostrarsi "solidali".

Lotta al terrorismo e armi

Per quanto concerne la lotta contro il terrorismo - altro tema in discussione al vertice di Bruxelles - i ministri hanno tracciato un bilancio rispetto a novembre 2015. Sono stati fatti vari progressi, in particolare nello scambio d'informazioni.

A margine del Consiglio la Sommaruga ha preso parte a un incontro di Stati Schengen particolarmente toccati dalla minaccia terroristica. I ministri hanno tra l'altro discusso le difficoltà incontrate dalle autorità inquirenti nel determinare il momento giusto per procedere contro potenziali terroristi. Infatti l'obiettivo della sicurezza pubblica mal si concilia con l'onere di provare i fatti in giudizio.

Sono stati anche affrontati taluni aspetti della nuova proposta di direttiva UE relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi. La proposta intende rivedere e integrare l'attuale legislazione alla luce degli attentati terroristici del recente passato.

La Svizzera - ha illustrato la consigliera federale - appoggia le misure tese a impedire che i terroristi entrino in possesso di armi pericolose. Ha rammentato che Berna si adopera per soluzioni pragmatiche, che tengano conto anche delle tradizioni strettamente legate al sistema di milizia e alla cultura del tiro nel nostro Paese.

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SDA-ATS