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Le posizioni tra Svizzera e UE sulla questione dell'immigrazione sono molto distanti, ma vogliamo andare avanti con la ferma volontà di giungere a una soluzione: lo ha detto la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga che oggi a Bruxelles ha incontrato il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker.

Sommaruga, in una conferenza stampa al termine dei colloqui, ha citato quattro punti sui quali è stata raggiunta una generica intesa: è stato deciso di continuare le consultazioni in modo intenso, di studiare nell'ambito di tali consultazioni la questione della libera circolazione delle persone, di esaminare congiuntamente quali misure possono essere adottate dopo il voto svizzero del 9 febbraio scorso sull'immigrazione di massa e infine di procedere a uno scambio di vedute attraverso contatti regolari.

La presidente della Confederazione ha sottolineato che le relazioni tra Svizzera e Ue sono molto buone e che i punti di interesse comuni sono numerosi. In Svizzera, ha aggiunto, vivono 1,3 milioni di cittadini UE mentre nell'UE risiedono mezzo milione di svizzeri, fatto questo che agevola i contatti personali, culturali ma anche economici e sociali.

Il margine di manovra sulla limitazione dell'immigrazione di cittadini europei in Svizzera è esiguo: si scontrano infatti posizioni divergenti dettati da una parte dalla costituzione elvetica e dall'altra dai Trattati dell'Unione europea, che sanciscono il principio della libera circolazione. Il fatto che i punti di partenza siano molto distanti non è comunque inusuale quando si iniziano le trattative, ha sottolineato la presidente Sommaruga. Quelli raggiunti oggi sono piccoli risultati, ha affermato, ma vogliamo continuare le discussioni in modo intenso con il fermo proposito di giungere a un risultato.

Juncker a sua volta ha detto che i colloqui sono stati diretti: a suo giudizio è essenziale che si siano svolti al più alto livello, e non tra funzionari. "Non sono particolarmente ottimista, ma tra amici bisogna parlare", ha aggiunto il presidente della commissione, spiegando che nel prossimo futuro gli incontri con la Sommaruga saranno frequenti. Il percorso è lungo e ci vuole resistenza. Ad ogni modo Svizzera e UE non sono in guerra: l'Ue ha interesse ad avere buone relazioni con la Confederazione,

Juncker non ha fornito dettagli concreti e ha mostrato molta riservatezza quanto a un'eventuale clausola di salvaguardia in materia di immigrazione. Non ha nemmeno voluto pronunciarsi sull'ipotesi che le prossime elezioni in Gran Bretagna possano allargare lo spazio negoziale con la Svizzera. "In questa occasione non dirò in che cosa possano consistere le vie di avvicinamento tra le parti. Dateci una chance e dateci tempo".

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SDA-ATS