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Gli impiegati d'ufficio sono stressati (foto d'archivio)

KEYSTONE/TI-PRESS/FRANCESCA AGOSTA

(sda-ats)

Più della metà (54,4%) degli impiegati d'ufficio si dice "spesso stressata", rivela un sondaggio pubblicato oggi dal sindacato Unia. Il 15,4% ritiene invece di essere "sempre" sotto pressione, mentre il 6,2% lo è raramente o mai.

A partecipare al sondaggio, effettuato online durante l'ultimo autunno, sono state 586 persone, di cui il 65% donne. A causa dello stress sul posto di lavoro, in molti si sentono demotivati, nervosi o perfino indeboliti fisicamente, scrive Unia in una nota.

Il sindacato ne trae la conclusione che la gestione della salute dei dipendenti non sia all'ordine del giorno in molte aziende e che le norme in materia - per esempio la registrazione delle ore di lavoro e la compensazione di quelle supplementari - non vengano sistematicamente rispettate. La manodopera è più rilassata invece nelle imprese dove la questione dello stress fra gli impiegati è trattata in ufficio.

Unia si appoggia su questi risultati per opporsi a due iniziative parlamentari, depositate rispettivamente da Karin Keller-Sutter (PLR/SG) e Konrad Graber (PPD/LU). I testi prendono di mira la registrazione del tempo di lavoro, la sua durata massima settimanale, la regolamentazione degli orari, il riposo notturno e domenicale e il diritto alla pausa.

Le iniziative sono già sostenute dalla Commissione dell'economia del Consiglio degli Stati: se la sua omologa del Nazionale farà lo stesso il 23 gennaio, un progetto potrebbe essere elaborato. Unia le qualifica invece come "pericolose e disumane".

Il sindacato rifiuta questo possibile deterioramento della legge e reclama al contrario un rafforzamento dei controlli in materia di protezione della salute e di organizzazione del tempo di lavoro nei contratti collettivi (CCL). Unia fa notare come stress e malattie costino inoltre alle aziende 5,7 miliardi di franchi all'anno sotto forma di perdita di produttività dei collaboratori.

Il 68% delle persone interrogate nel sondaggio sono semplici impiegati, il 23% ha funzioni dirigenziali, il 7% fa parte dei quadri superiori e il 2% è indipendente. Il 64% del campione è assunto a tempo pieno, mentre circa il 30% lavora almeno una volta al mese da casa. Un terzo ha terminato un apprendistato e il 30% è in possesso di un diploma universitario.

Si tratta di lavoratori impegnati per esempio in ambito assicurativo, informatico, notarile, pubblicitario, bancario o amministrativo. La metà non è membro di Unia.

SDA-ATS

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