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Votazioni federali - Sondaggio: popolo ancora indeciso su fiscalità e naturalizzazione (foto simbolica d'archivio).

KEYSTONE/URS FLUEELER

(sda-ats)

A tre settimane dal 12 febbraio, continua a essere incerta la sorte degli oggetti sottoposti a votazione.

Il secondo sondaggio di Tamedia, reso noto oggi, evidenzia un pareggio sulla terza riforma dell'imposizione delle imprese (RI imprese III) e un vantaggio contenuto del "sì" per la naturalizzazione facilitata per gli stranieri di terza generazione.

La suspense è ulteriormente alimentata dal fatto che i risultati di questa ricerca non sono interamente concordanti con quelli del sondaggio realizzato alla fine di dicembre dall'istituto gfs.bern, su incarico della SRG SSR.

Per quanto riguarda la terza riforma delle imprese, Tamedia mette in luce un testa a testa serratissimo: favorevoli e contrari sarebbero in perfetta parità, entrambi attorno al 45%. Il "sì" pare in progressione, dato che, nella prima inchiesta di inizio gennaio dello stesso gruppo editoriale, si era fermato al 40%, indietro rispetto al 43% del "no". L'argomento più usato a sostegno del "sì" è quello legato alla volontà di evitare la partenza di importanti imprese, mentre quello dei fautori del "no" è la paura di vedere i cittadini costretti a passare alla cassa per compensare le perdite fiscali.

Secondo gfs.bern invece, il 50% degli svizzeri è propenso ad approvare il testo, mentre solo il 35% si è detto scettico. Oltre che per il periodo di raccolta dei dati, i due sondaggi si distinguono per la metodologia. Quello ordinato dalla SSR è stato effettuato telefonicamente interrogando 1'206 persone, con margine d'errore di 2,9 punti percentuali. Quello di Tamedia, curato dai politologi Lucas Leemann e Fabio Wasserfallen, si basa sulle risposte fornite online da 9'730 svizzeri, tra il 16 e il 17 gennaio. Ha un margine d'errore di 1,4 punti percentuali.

Per quanto riguarda la naturalizzazione agevolata dei giovani stranieri di terza generazione, Tamedia rivela che l'accettazione del testo sarebbe in vantaggio, prevalendo sul rifiuto di quattro punti percentuali (51% a 47%). La situazione è rimasta praticamente immutata rispetto a due settimane fa, quando il divario era di due punti, 50% a 48%. La tesi più diffusa tra i favorevoli è quella che le persone i cui genitori e nonni vivono nella Confederazione meritino di essere considerate svizzere a tutti gli effetti. Gli oppositori fanno però notare che più della metà di loro ha già la possibilità di ottenere, nel caso in cui lo volesse, il passaporto elvetico, presentando una richiesta.

Stando alla ricerca sostenuta dalla SSR invece, si prospetterebbe una vittoria schiacciante del "sì", che riscuoterebbe il 74% dei consensi, contro il 21% del "no".

Sembra infine delinearsi un "sì" alle urne per il terzo oggetto, l'introduzione del fondo stradale FOSTRA. Tamedia mette in rilievo un'avanzata dei suoi sostenitori, passati in quindici giorni dal 44 al 52%, mentre gli scettici restano stabili: dal 33% si è scesi ora al 32%. L'eliminazione degli ingorghi negli agglomerati e il miglioramento della rete stradale sono i punti che maggiormente convincono gli svizzeri. I paladini del "no" controbattono opponendosi a uno sviluppo ulteriore delle strade, temendo inoltre un aumento del prezzo della benzina.

La SSR dal canto suo aveva affermato che il 60% degli aventi diritto di voto era pro FOSTRA, mentre il 32% si era definito contrario.

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SDA-ATS