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"No" risicato all'iniziativa "Tassare le eredità milionarie per finanziare la nostra AVS" e a quella sulle borse di studio. Incertezza sui rimanenti argomenti, ovvero la diagnosi preimpianto e la Legge sulla radiotelevisione.

È quanto affermano i risultati del primo sondaggio realizzato dall'istituto gfs.bern su incarico di SRG SSR in vista delle votazioni federali del 14 giugno.

Se si fosse votato la settimana scorsa, dalle urne sarebbe uscito il 51% di "no" alla tassa sulle eredità milionarie, il 38% di "sì" mentre l'11% sarebbe indeciso. Secondo un comunicato odierno di SSR, su questo argomento le opinioni sono già ben definite. Dalle risposte degli intervistati emergere una classica spaccatura fra destra, con una predominanza dei contrari, e sinistra, dove invece stravincono i favorevoli.

Sia per quel che riguarda la modifica della Legge federale sulla radiotelevisione che per la modifica della Costituzione riguardante la diagnosi preimpianto (DPI) regna invece l'incertezza.

Nel caso del canone radiotv, si riscontra al momento un 46% di favorevoli contro un 45% di contrari e relativamente pochi indecisi (9%). Gli intervistati si sono mostrati piuttosto sicuri delle proprie posizioni. Coloro che hanno più fiducia nel Consiglio federale tendono ad accogliere il testo, mentre quelli con meno fiducia lo respingono, in particolare simpatizzanti di UDC e PLR. Secondo gli esperti, entrambe le parti hanno argomenti potenzialmente in grado di raggiungere la maggioranza.

Riguardo alla DPI, il 40% si è dichiarato per il "sì", il 44% per il "no", mentre il 16% è indeciso. L'argomento - si legge nella nota - è fortemente caratterizzato da posizioni morali ed etiche. Non si è però ancora formata un'opinione precisa, e l'insicurezza è alta in ogni partito. Piuttosto scettici comunque gli elettori di UDC e PPD, mentre si rivelano più favorevoli i socialisti.

I cittadini intervistati tendono poi a bocciare l'iniziativa popolare sulle borse di studio. Secondo il sondaggio, al momento il 49% accoglierebbe il testo, mentre il 37% lo respingerebbe. Gli incerti sono il 14%. Nonostante questo, calcolando che in caso di iniziative popolari si verifica nel tempo un graduale aumento dei contrari, i sondaggisti prevedono una predominanza dei "no". In questo caso si manifesta una chiara spaccatura destra-sinistra.

L'analisi è stata effettuata tra il 27 aprile e il 2 maggio su un campione di 1212 persone nelle tre principali regioni linguistiche. Il margine di errore è di 2,9 punti percentuali.

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SDA-ATS