Vanno verso una bocciatura le due iniziative popolari "Tassare le eredità milionarie" e "Sulle borse di studio", mentre regna ancora incertezza per la modifica della legge sulla radiotelevisione (LRTV) e la diagnosi preimpianto.

È quanto emerge dal secondo sondaggio realizzato dall'istituto gfs.bern su incarico della SRG SSR in vista delle votazioni federali del 14 giugno.

Per entrambe le iniziative è aumentata la percentuale dei no, rileva l'ente radiotelevisivo in una nota odierna in cui riassume l'esito del sondaggio, tenutosi tra il 22 e il 30 maggio. Per quanto riguarda la LRTV i contrari sono ora in leggero vantaggio ma ancora sotto il 50%, mentre per la diagnosi preimpianto sono i favorevoli a fare il sorpasso.

L'iniziativa per una riforma dell'imposta sulle successioni è attualmente bocciata dal 61% degli interpellati, contro il 51% del primo sondaggio pubblicato l'8 maggio, mentre i favorevoli sono scesi di 4 punti percentuali al 34% e gli indecisi di 6 punti al 5%. Persino nella sinistra è cresciuto lo scetticismo: tra i simpatizzanti del PS i sì sono scesi al 65% (-6%), tra i Verdi al 60% (-17%).

Quanto alla riforma del sistema delle borse di studio, si assiste a un vero ribaltamento: i no sono saliti dal 37 al 50% mentre i sì sono scesi dal 49 al 38% e gli incerti dal 14 al 12%. In base all'esperienza passata sullo sviluppo delle opinioni riguardo alle iniziative popolare si prospetta dunque un no per entrambi i testi, prevedono i sondaggisti.

Le previsioni sono invece ancora incerte per gli altri due oggetti in votazione: ancora non si delineano chiare maggioranze. Per quanto riguarda la LRTV, con il proposto nuovo sistema di riscossione del canone, i favorevoli sono scesi dal 46 al 43%, mentre i contrari sono saliti dal 45 al 47%. Il 10% (+1%) ancora non sapeva una settimana fa come votare.

Dal sondaggio emerge una perdita di consensi (-6% al 40%) nella Svizzera tedesca, dove i contrari sono ora maggioritari (53%), e una evoluzione contraria in quella latina: in Romandia i fautori della revisione sono saliti al 55% (+9%) e i contrari sono scesi al 30% (-7%), nella Svizzera italiana i sì sono ora a quota 53% (+12%) mentre i no calano al 33% (-12%).

Inversa l'evoluzione per la diagnosi preimpianto. Dal primo sondaggio i sì sono cresciuti dal 40 al 46%, mentre i no sono diminuiti dal 44 al 40%. Il 14% (-2%) risulta ancora indeciso.

Il 44% degli interpellati - 1405 in tutta la Svizzera - ha dichiarato di avere la ferma intenzione di votare, contro il 43% di un mese fa. Questo aumento minimo indica che i quattro oggetti in votazione hanno suscitato una mobilitazione "media", commenta l'ente radiotelevisivo.

Il margine d'errore del sondaggio è calcolato al +/-2,7% e gfs.bern mette le mani avanti sottolineando che le cifre pubblicate sono un rilevamento della situazione a tre settimane dal voto, non una previsione, perché le decisioni si prendono nella fase finale.

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