Sono indiani i miliardari britannici più ricchi del 2018. Lo evidenzia l'annuale lista dei 1000 nababbi residenti nel Regno Unito indicati dal Sunday Times come possessori dei maggiori patrimoni personali.

In testa alla classifica tornano infatti Sri e Gopi Hinduja, 83 e 79 anni, eredi trapiantati a Londra - assieme ad altri due fratelli rimasti a Mumbai - di un impero economico nato nel subcontinente nel 1914 ed estesosi poi in Europa e nel mondo con interessi che vanno dal petrolio alle banche, dell'hi-tech agli alberghi e alle proprietà residenziali: la loro fortuna è ora indicata a 22 miliardi di sterline, pari a oltre 25 miliardi di euro.

Alle loro spalle, oltre quota 18 miliardi, altri due fratelli: David e Simon Reuben, la cui famiglia ha origini ebraico-indiane, ma che hanno fatto soldi soprattutto in Russia nel business dei metalli prima di tornare nel Regno per reinvestire nel settore di Internet e del real estate. Mentre scende al terzo posto, da primo che era a fine 2017, sir Jim Ratclife (industria chimica e farmaceutica). Seguono sir Len Blavatnik (re dello show business e della finanza, con radici sovietico-americane) e - in grande ascesa, con 12,6 miliardi di sterline - sir James Dyson, campione degli elettrodomestici di ultima generazione e grande sostenitore della Brexit.

Reggono bene - malgrado il giro di vite anti Mosca promesso dal governo May dopo il caso Skripal - gli oligarchi russi: con Alisher Usmanov, Roman Abramovich e Mikhail Fridman rispettivamente ottavo, nono e decimo, tutti ben oltre i 10 miliardi di sterline.

Sotto il miliardo scivola invece (di poco) per la prima volta da anni il controverso finanziere sir Philip Green, al centro di una raffica di scandali fiscali e sessuali. Mentre per la prima volta si affaccia nella lista una businesswoman nera, Valerie Moran, nata nello Zimbabwe, a 122 milioni di pounds.

Parole chiave

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.