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La sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni va adeguata alle tecnologie moderne, specie Internet, per rimanere al passo con criminali sempre più agguerriti.

È quanto prevede la nuova legge federale ad hoc approvata dalla Commissione degli affari giuridici del Nazionale (CAG-N) per 15 voti a 6 con alcune modifiche puntuali. Il dossier verrà discusso durante la sessione estiva.

Gli Stati avevano già accolto la legge federale sulla sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni durante la scorsa sessione di marzo per 30 voti a 2. Essa ammette in particolare il ricorso a software spia governativi, pure detti "cavalli di Troia" (trojan).

Rispetto al testo uscito dalle deliberazioni alla Camera dei cantoni, indica una nota odierna dei servizi parlamentari, la CAG-N ha apportato alcune modifiche. Il periodo di conservazione dei dati marginali (mittente, destinatario, momento, punto di partenza, ma non il contenuto della conversazione) della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni va allungato di sei mesi per portarlo a un anno, così come auspicato dal Consiglio federale nel suo progetto.

La CAG-N intende inasprire le condizioni riguardanti l'uso di programmi informatici "spia" utilizzati dalle autorità. Per la maggioranza, devono poter essere impiegati soltanto sofware "che documentano la sorveglianza in modo completo e non modificabile". Inoltre, il trasferimento dal sistema di elaborazione dati sorvegliato alle autorità penali deve avvenire in modo sicuro.

La CAG-N ha infine respinto il divieto dei cosiddetti IMSI-catcher, ossia di quei dispositivi che, simulando una normale antenna telefonica, sono in grado di intercettare le conversazioni altrui.

La legge si applica soltanto alla sorveglianza di presunti autori di reati penali gravi, per i quali sarebbe ammissibile anche un'indagine sotto copertura: assassini, crimini mafiosi, finanziari o a carattere pedofilo. Queste misure di controllo saranno possibili soltanto se un'inchiesta è stata aperta e se la sorveglianza è stata ordinata da un giudice. Non è possibile la sorveglianza a titolo preventivo, pratica regolata dalla legge sui servizi di informazione ancora all'esame del parlamento.

La normativa prevede anche "un'equa indennità" per il lavoro svolto dagli operatori di telefonia, cui incombe il costo delle apparecchiature.

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SDA-ATS