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SOS Unhcr: 100'000 sfollati nel nord del Mozambico per violenze

Almeno 100'000 persone sono fuggite e sono ora sfollate nel nord del Mozambico, per una recrudescenza della violenza etnica. KEYSTONE/EPA LUSA/ANTONIO SILVA sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 07 febbraio 2020 - 20:40
(Keystone-ATS)

Almeno 100'000 persone sono fuggite e sono ora sfollate nel nord del Mozambico, per una recrudescenza della violenza etnica, con villaggi attaccati da gruppi armati che uccidono, stuprano, torturano e danno fuoco alle case.

Lo denuncia l'Unhcr che in una nota rende noto di stare "intensificando la risposta nella provincia di Cabo Delgado". Nei mesi passati - scrive l'agenzia dell'Onu - si è registrato un drastico aumento di aggressioni brutali perpetrate da gruppi armati, con le ultime settimane rivelatesi il periodo più instabile dagli incidenti scoppiati nell'ottobre del 2017. In totale, nella provincia sono stati registrati almeno 28 attacchi dall'inizio dell'anno.

L'Unhcr - si legge - ha raccolto testimonianze di decapitazioni, rapimenti e sparizioni di donne e bambini. Talvolta, gli aggressori avvertono la popolazione locale comunicando luogo e ora in cui colpiranno, creando così il panico e spingendo le persone a fuggire in fretta e furia dai villaggi.

L'Unhcr - infine - chiede che sia garantito con urgenza un sostegno deciso volto a consentirle di intensificare l'intervento in Mozambico. Nel frattempo, l'Agenzia impegnerà 2 milioni di dollari dalle proprie riserve operative per rispondere alle esigenze iniziali.

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