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Thomas Jordan, presidente della BNS

KEYSTONE/ALEXANDRA WEY

(sda-ats)

La sovranità monetaria è importante e preziosa: lo ha detto in serata il presidente della Banca nazionale svizzera (BNS), Thomas Jordan, parlando all'Europa Forum a Lucerna.

L'UE e più precisamente i paesi dell'eurozona sono di gran lunga i principali partner commerciali della Svizzera e da questo punto di vista - ha affermato Jordan - la politica monetaria della Banca centrale europea riveste un interesse particolare per il Paese. In questi ultimi anni la politica monetaria espansionista ha favorito la ripresa economica nella zona euro, stimolando anche la domanda di prodotti elvetici.

Tuttavia - ha proseguito - l'indebolimento dell'euro ha posto i produttori svizzeri in una situazione difficile a causa della forte concorrenza europea e la nostra politica monetaria si è trovata confrontata con diversi problemi. Dopo il crollo del sistema monetario di Bretton Woods, la Svizzera ha optato per un regime di corsi fluttuanti, una decisione che sul lungo periodo si è rivelata buona, ha affermato il presidente della BNS.

Nel gennaio 2015 la Banca ha abolito il tasso di cambio minimo euro/franco e nel contempo ha adattato ancora una volta verso il basso, in zona negativa, il tasso di interesse applicato agli averi detenuti dalla BNS. Ha contribuito così a stabilizzare l'evoluzione dei prezzi e a sostenere l'attività economica. Ma la politica monetaria non è onnipotente: non permette di risolvere problemi strutturali. E' essenziale - ha concluso Jordan - che le aziende continuino a dar prova di flessibilità e che la politica economica generale garantisca buone condizioni.

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SDA-ATS