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Veloci concentrazioni davanti ai propri uffici. È la tattica ormai collaudata con cui anche oggi centinaia di dipendenti statali hanno mandato in tilt il traffico nel centro di Madrid e di altre città spagnole come protesta contro i tagli. Come continuano a fare da una settimana, i lavoratori del maggior centro di ricerca pubblico, il CSIC, che rischia di dover sospendere il pagamento degli stipendi, si sono riversati nella lussuosa calle Serrano dopo le 11:00.

La stessa cosa hanno fatto i dipendenti dell'Ospedale Santa Cristina e del ministero dell'Educazione, tagliando le arterie principali della città: la Gran Via e il Paseo de la Castellana. Un nutrito gruppo si é poi diretto alle porte della sede nazionale del Partido Popular, bloccando di nuovo il traffico e cantando cori come "il prossimo disoccupato, che sia un diputato".

Non solo a Madrid, però. La protesta iniziata a Mieres dai pompieri, che ieri si sono spogliati contro i tagli, è stata ripresa dai dipendenti del Comune, che hanno marciato per le strade della località asturiana. Nella capitale della regione, Oviedo, gli statali si sono organizzati sui social networks per sfilare per la cittá con uno striscione che recita: "Io non ho creato la crisi, perché devo pagarla?".

A Murcia, nel sud, i dipendenti dell'agenzia delle entrate hanno manifestato invece il proprio rifiuto al condono fiscale messa in atto dal Governo, oltre che ai tagli agli stipendi che colpiscono tutto il settore pubblico.

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SDA-ATS