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Il presidente della Catalogna Artur Mas ha convocato per il 9 novembre il referendum sull'indipendenza, nonostante l'opposizione del governo di Madrid che si riunirà lunedì per fare appello alla Corte costituzionale. L'appello sospenderà automaticamente la convocazione di Mas.

L'oggetto della consultazione plebiscitaria, secondo il decreto firmato da Mas, è "conoscere l'opinione sul futuro politico della Catalogna". "Vogliamo votare, vogliamo decidere e ora abbiamo il quadro adeguato per farlo", ha detto lo stesso presidente della Generalitat in una dichiarazione dopo la firma del decreto, salutata da un applauso dei capigruppo dei partiti politici che avallano il referendum.

Fuori il Palazzo San Jaume, sede del governo catalano, alcune centinaia di persone, con le bandiere catalane "estelladas", hanno celebrato l'atto istituzionale al grido di "indipendenza". "Siamo aperti a trattare - ha detto Mas nel suo messaggio - ma non possiamo cadere nell'immobilismo vestito di presunta legalità, che contrasta" con quello che avviene in "altri Stati che parlano e lasciano parlare, che negoziano per lasciare parlare", ha aggiunto, facendo allusione all'esempio della Scozia.

Il decreto fissa la data del 9 novembre per votare e pone la doppia domanda concordata dai partiti pro-consultazione nel dicembre scorso: "Vuole che Catalogna sia uno Stato? E, in caso affermativo, vuole che questo stato sia indipendente?".

"Il referendum in Catalogna non si farà perché è incostituzionale", ha intanto detto il numero due del governo di Madrid, Soraya Saenz de Santamaria. "Nessuno è al di sopra della volontà del popolo spagnolo", ha aggiunto.

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SDA-ATS