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Ancora migliaia di persone sono scese in piazza a Barcellona ieri sera per difendere il Can Vies, il centro sociale il cui tentativo di demolizione lunedì scorso ha dato il via a proteste di piazza degenerate in violenze. "Costruiamo l'alternativa, difendiamo i quartieri", c'era scritto sui cartelloni issati dai dimostranti che hanno sfilato nel centro della città mentre molte persone affacciate alle finestre applaudivano. "Non si può espellere la cultura popolare", uno degli slogan più scanditi.

Dall'inizio degli incidenti per la salvaguardia del vecchio edificio, occupato per 17 anni, sono state fermate 61 persone per i vandalismi (cassonetti bruciati, vetrine infrante) che hanno accompagnato le dimostrazioni.

In mattinata diverse centinaia di persone hanno nuovamente occupato l'edificio e rimosso le macerie dove erano cominciati i lavori di demolizione. Insieme ad un gruppo di architetti è stata fatta una valutazione dei lavori necessari a renderlo nuovamente agibile. La ruspa bruciata nel corso degli incidenti è stata simbolicamente decorata di fiori e sul centro è stato apposto un cartello: "Can Vies non si tocca".

SDA-ATS