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Al processo per lo scandalo Noos davanti al tribunale di Palma c'è stato l'interrogatorio dell'Infanta Cristina, sorella di re Felipe VI, accusata con il marito di presunte malversazioni nella gestione della Fondazione Noos. La donna rifiuta di rispondere.

È durato un'ora e 4 minuti il 'momento clou' dello storico processo: l'interrogatorio dell'Infanta è stato un fulmineo tocca e fuggi.

La principessa, 50 anni, incriminata con il marito Inaki Urdangarin nello 'scandalo Noos', rischia in teoria fino a 8 anni di carcere. Suo marito 19.

Secondo l'accusa 6,2 milioni di euro di danaro pubblico destinati alla Fondazione senza scopo di lucro diretta dagli allora Duchi di Palma (un titolo tolto di recente da Felipe alla sorella e al cognato) sarebbero stati stornati 10 anni fa verso società paravento, una delle quali, 'Aizoon', di proprietà dell'Infanta e del marito. I soldi sarebbero serviti fra l'altro a pagare le spese personali della coppia.

È la prima volta da quando la monarchia è stata ripristinata in Spagna poco prima di morire nel 1975 dal dittatore Francisco Franco che un membro della Famiglia Reale è sottoposto a processo penale e rischia una condanna al carcere. Lo scandalo ha pesantemente danneggiato l'immagine dei Borbone e contribuito all'abdicazione nel 2014 di Juan Carlos in favore del figlio Felipe. Chiamata alla sbarra dopo il marito, l'Infanta si è subito avvalsa del diritto di non rispondere alle domande dell'accusa. Ha accettato solo di essere interrogata dal proprio avvocato. È rimasta muta e impassibile durante la lettura delle domande della parte civile, il sindacato Manos Limpias (Mani Pulite), che con tenacia ha conseguito fosse rinviata a giudizio nonostante l'opposizione di procura e avvocatura dello stato, che hanno fatto di tutto per impedire fosse incriminata.

Nel dialogo senza contraddittorio con il suo avvocato l'Infanta ha negato tutto. Di avere partecipato alla gestione di Noos e di Aizoon, sostenendo che si occupava di tutto Urdangarin. "Mio marito ed io non parlavamo di queste cose" ha dichiarato: "di lui mi fido ciecamente, spero sia stato consigliato bene","so che è innocente". Cristina ha anche negato di avere imputato spese personali alla società Aizoon, perfino di avere mai usato la carta di credito societaria o di averne conosciuto il Pin. Poco prima Urdangarin aveva anche lui negato che la moglie - nel Cda di Noos e coproprietaria di Aizoon - sapesse nulla delle loro attività. L'ex-duca ha pure sostenuto di non essersi mai occupato di fatture e contabilità, affermando che tutto era nelle mani di consiglieri e amministratori.

Ieri Urdangarin aveva detto che "non faceva un passo" senza informare il segretario dell'Infanta a Casa Reale, oggi però ha sostenuto di non avere mai parlato dei suoi affari con l'allora re Juan Carlos. La parte civile afferma il contrario. Il processo, si prevede, andrà avanti ancora un paio di mesi. Ma senza l'Infanta. Cristina questa sera si è avvalsa anche del diritto a non assistere alle future udienze, fino alla sentenza. Che potrebbe essere ulteriormente destabilizzante per la monarchia dei Borbone.

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SDA-ATS